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Moda, ordini in caduta: effetto domino su export

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Moda, ordini in caduta: effetto domino su export

Per il sistema moda italiano, la seconda manifattura più importante del Paese che conta 67mila aziende con 580mila dipendenti, i risultati del primo trimestre 2020 sono in profondo rosso e pesantemente influenzati dalle conseguenze della pandemia globale di Covid-19.

Il quadro critico arriva dal Centro Studi di Confindustria Moda, che ha raccolto i segnali di numerose aziende dei settori rappresentati (dall’abbigliamento ai gioielli, dalle calzature alla concia) e da cui emerge che il calo della raccolta ordini è stato superiore al 40% nel trimestre gennaio-marzo 2020. Un crollo che ha avuto “riflessi sia sulla quote di export, in diminuzione del 9%, sia sulla richiesta di ore complessive di Cig autorizzate dall’Inps per i settori aderenti a Confindustria Moda, che ha raggiunto la cifra record di circa 98 milioni.

Il rilancio del sistema tra gli obiettivi di Cirillo Marcolin, nuovo Presidente Confindustria Moda

A prendere il testimone (ed a raccogliere la sfida) per il rilancio indispensabile a tutto il sistema moda è da ieri Cirillo Marcolin, membro del Cda dell’omonimo gruppo leader nel comparto dell’occhialeria, eletto all’unanimità nuovo presidente di Confindustria Moda in sostituzione di Claudio Marenzi che l’ha guidata fin dalla nascita, tre anni fa.

Le basi che, pur con molta cautela, inducono all’ottimismo sul rilancio non mancano perchè l’industria del bello e ben fatto Made in Italy negli ultimi anni ha costantemente accresciuto e consolidato la leadership sui mercati esteri soprattutto nella fascia alta dei consumi. Ed ha mantenuto la caratteristica di filiera produttiva che, grazie al know how dei distretti industriali, ha calamitato in Italia anche insediamenti produttivi stranieri. Basta fare un passo indietro, guardando ai risultati 2019 che tracciavano uno stato di salute ancora “molto buono”: il fatturato, sempre secondo Confindustria Moda, in crescita a 97,9 miliardi di euro, l’export pari a 67,8 miliardi di euro ed un saldo commerciale pari a 32 miliardi di euro.

Il mandato del neopresidente Marcolin parte proprio da qui, dai fondamentali positivi per “portare la crescita della Federazione in una nuova fase, nonostante un contesto complesso e sfidante.

Al presidente uscente Claudio Marenzi è andato il ringraziamento della Federazione “per l’impegno umano e professionale speso in questi anni per la nascita e la guida della Federazione, oggi il punto di riferimento per migliaia di imprenditori e filiere produttive.

L’assemblea ha completato le nuove nomine con Ercole Botto Poala vicepresidente e con la conferma dei due direttori generali: Gianfranco di Natale, direttore generale di Smi con delega agli Affari Istituzionali e Astrid Galimberti, che ricopre lo stesso ruolo in Anfao con delega agli Affari Interni.

 

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