Home Moda sostenibile La Moda dopo il Covid19: si va verso il “recyclage” degli abiti mai messi

La Moda dopo il Covid19: si va verso il “recyclage” degli abiti mai messi

7 min lettura
Commenti disabilitati su La Moda dopo il Covid19: si va verso il “recyclage” degli abiti mai messi
2
299
Moda dopo il Covid19: siamo diretti verso il "recyclage" degli abiti?

Moda Sostenibile ed Inclusione Sociale: di cosa si tratta?

Anche la collezione primavera-estate 2020, come le Olimpiadi, salterà un anno e la ritroveremo nelle vetrine del 2021? Questa la proposta di Francesco Tombolini, Presidente di Camera Buyer Italia: far saltare una stagione al settore moda. Il tema importante del riciclo dei capi nuovi a sostegno dell’industria della moda incentivando un acquisto più consapevole e sostenibile da parte del consumatore. Ma di cosa si tratta?

Progetto Quid, un brand italiano di moda etica, che aiuta il reinserimento lavorativo delle donne in difficoltà e salvaguarda l’ambiente

Progetto Quid

Aleggia da qualche giorno l’ipotesi di riproporre la collezione primavera estate 2020 nel 2021 per fronteggiare la crisi delle rimanenze di negozio bloccate dall’impossibilita’ di essere vendute ed acquistate a seguito dell’ultimo Dpcm che ha sancito la chiusura di tutte le attività produttive non essenziali. Un’ azione finalizzata soprattutto ad aiutare le aziende a riprendersi dal crollo dell’attività produttiva a seguito dell’isolamento forzato. È lo stesso Francesco Tombolini, Presidente di Camera Buyer Italia a proporre la possibilità di far saltare una stagione al settore della moda, stipulare un “accordo” fra le più grandi compagnie di moda per fermare unitamente la produzione della collezione 2021. L’obiettivo sarebbe quello non solo di non gravare ulteriormente di costi le aziende della moda ma anche quello di promuovere il concetto di sostenibilità del tessile che dev’essere “riciclato” nella misura in cui si può riproporre in commercio, riadattare, perché diversamente andrebbe soltanto a soffocare il settore che attualmente risulta essere già saturo per via di un numero sempre più crescente di collezioni e capsule collection che nascono a velocità della luce.

 

Sostenibilità e rispetto per l’ambiente: le parole chiavi della Moda che guarda al futuro

Sostenibilità e rispetto per l'ambiente: le parole chiavi della Moda che guarda al futuro

La sostenibilità dovrà essere simbolo di una moda innovativa che sa reinventarsi, di una produttività che rende più consapevole il consumatore e lo sprona a prendersi la responsabilità dei suoi abiti e di un industria che rispetta l’ambiente.

Riusare la Moda” vuol dire mettere in campo creatività e fantasia. A volte basta un dettaglio per dare vita nuova a capi che diversamente farebbero solo deposito in magazzino!E se in tempi passati cercavamo di scovare nel guardaroba della nonna abiti nuovi da riadattare, è probabile che in un prossimo futuro, quando si ritornerà “a veder le stelle”, potremo andare a caccia dell’ abito perfetto ma datato nei negozi di abbigliamento e nelle grandi catene di moda, felici e consapevoli di fare un acquisto intelligente che non segue le regole di un consumismo per certi versi spasmodico ed insensato.

 

Progetto Quid: al servizio dell’emancipazione femminile, della solidarietà e dell’imprenditorialità Made in Italy

Parlare di Moda etica e sostenibile vuol dire avere consapevolezza che la moda passa ma lo stile resta, parola di Coco Chanel, icona di classe ed eleganza.

Progetto Quid fa dell’educazione ad una moda di qualità il suo orgoglio, capi di abbigliamento e creazioni in edizione limitata ma non solo. Le collezioni dal gusto estremamente femminile, abbinate ad un costo accessibile a tutti, vengono realizzate grazie al riutilizzo di tessuti quali cotone e viscosa. L’ Azienda, nata a Verona nel 2012 come cooperativa sociale, collabora oggi con importanti etichette del Made in Italy, quali Intimissimi, Tezenis, il Gruppo Calzedonia e tanti altri.

Il nuovo marchio di moda sostenibile si distingue altresì per una grande responsabilità sociale: il 90%dei suoi dipendenti è formato da donne in difficoltà, appartenenti a categorie vulnerabili, provenienti da paesi diversi che, attraverso il loro impiego nell’attività produttiva, hanno la possibilità di acquisire indipendenza economica ed integrarsi maggiormente nel tessuto sociale.

Grazie a Progetto Quid il ciclo vitale dei tessuti si allunga, solo nel 2018 le collezioni, interamente cucite a mano, hanno visto la luce grazie a 300 mila metri di tessuti avanzati, di fine serie, produzioni dismesse, stock invenduti, donati da importanti aziende tessili e da noti marchi sartoriali italiani.

E quando la vita tornerà alla “nuova”normalità ricordiamoci di premiare il nostro Made in Italy e tutte quelle realtà che raccontano di come la Moda possa diventare emblema di una coscienza collettiva che fa del suo punto di forza: lo stile senza età, il rispetto dell’ambiente e l’inclusione sociale delle persone più fragili!

Carica altri articoli correlati
Altri articoli da Elisa Muto
Altri articoli in Moda sostenibile
Commenti chiusi.

Leggi anche

Adolescenti in cattività: la testimonianza di Maria Cristina Savoldi Bellavitis

E’ possibile instaurare un dialogo con gli adolescenti in un periodo così delicato? …