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Michy Handmade: una passione che è diventata un lavoro!

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La filosofia di nuovi accessori moda che fanno felice la donna e l’ambiente

Un cuore aperto: alla base di tutto c’è questo. Andare avanti e fare tutto con il cuore aperto.

Se dovessi riassumere la personalità e l’animo di Michela Anastasìa, fondatrice di Michy Handmade, in una frase, sceglierei sicuramente questa.

Lei, la passione per la creatività l’ha avuta fin da quando ha memoria. Soprattutto per il riciclo creativo, quello che ad un certo punto si stacca dalla sfera intima e privata per diventare espressione di moda.

 

 

 

Parlaci un po’ di te e di come ti sei avvicinata al mondo dell’handmade.

Il rapporto con il plasmare e creare è una relazione d’amore che, possiamo dire,  va avanti da sempre. Ho cinquantadue anni ma all’inizio mi sono ritrovata a dover ‘’accantonare’’ questo sogno con l’arrivo dei miei due figli. Accantonare senza però mai trascurare.

Nella vita poi ci sono anche un pizzico di fortuna e la mia è stata partecipare, nel 2018, alla Lecce fashion weekend, vetrina di lustro per la moda del Sud (ndr) ideato dalla lungimirante Elisabetta Bedori e conoscere anche Pietro Paradiso che mi ha fatta accedere, attraverso un format da lui creato, alla Milano Fashion Week.

Come è nato Michy Handmade?

Cinque anni fa, durante un periodo complicato della mia famiglia, mi sono ritrovata a ricercare con insistenza uno sfogo che potesse incanalare tutti i miei sentimenti. Così mi sono ritrovata a salutare la mia vecchia amica chiamata “creatività”.

Smonto, rompo, assemblo, incollo, cucio, ritaglio.

Le prime creazioni sono diventate regali per le mie amiche. Una di loro, a cui sono molto legata, mi ha consigliato di farne un lavoro e allora ho pensato: perché no?

Nel 2015 registro il marchio Michy Handmade; perché sin dall’inizio i miei prodotti sono stati conosciuti come ‘’quelli della Michy’’.

La M è stilizzata a mo’ di cuore aperto, per simboleggiare come tutto nasca dalla passione.

Semplice e intuitivo. E poi?

Poi, da quel momento per tre anni, ho collaborato con associazioni culturali del territorio, quali Accademia dei Volenterosi, l’Orizzonte e Meridia e mi sono fatta conoscere tramite temporay shop, mercatini d’eccellenza in palazzi storici ed eventi fashion.

Quest’anno dal 19 al 26 Luglio ho partecipato a Divinatione, ideato e prodotto da Pietro Paradiso.

Da cosa trai maggiore ispirazione?

Sicuramente c’è il paesaggio salentino ha emozionarmi ed ispirarmi. Sono cresciuta nell’azienda agricola dei miei nonni, quindi è proprio la natura, il mio territorio a darmi le idee: cactus, ulivi, le piante di cappero.

Quali sono i materiali e le tecniche che prediligi?

Spazio molto dal punto materico: vecchi bottoni, ecopelle, vecchie stoffe o foulard, cerniere, ritagli. Dò una seconda vita a quello che la gente destina al macero. Tramite un’attenta lavorazione artigianale l’oggetto ‘’senza vita’’ acquista nuovamente importanza ed assume così un’ulteriore possibilità.

A quali creazioni ti senti più legata?

Mi viene subito in mente l’Ulivo, un mono orecchino di 8 foglie d’ulivo di pelle ed ecopelle dorata quasi sempre, ispirata alla Favolosa 17, una varietà di ulivo immune alla Xylella.

 Descrivi il tuo brand con tre aggettivi.

Più che aggettivi, mi sento di focalizzare il mio brand con un mantra che è un po’ alla base della mia filosofia di vita e di artigianato: ricicla, riutilizza e reinventa.

A proposito di riciclo, continuiamo a parlare di quello creativo. Quanto può essere importante valorizzare e trovare un modo alternativo di fare moda?

Trovo che ad oggi l’industria dei manufatti e della moda siano le più inquinanti del Pianeta. Basti pensare a tutti i rifiuti tessili inceneriti o scartati o alle micro plastiche riversate nell’Oceano. Riutilizzando ciò che abbiamo a disposizione, che è stato già semilavorato e pronto, creiamo qualcosa da duraturo, ecosostenibile e bello.

Come immagini la donna ”ideale” per le tue creazioni?

Se devo essere sincera, per me non ne esiste una donna ideale, perché amo la donna in tutte le sue variegate sfaccettature. Quasi sempre sono proprio le clienti a trovare nei miei accessori quello ideale per loro. Ovviamente adesso la mia firma è visibile in ogni pezzo che creo ma cerco sempre di spaziare il più possibile tra stili e lavorazioni per abbracciare tutto il mondo ”rosa”.

Hai mai pensato di espandere il tuo marchio e renderlo commerciale?

Essendo un’artigiana, sto iniziando adesso a muovere lentamente i primi passi nel settore commerciale. Voglio rimanere fedele alla mia identità di piccola realtà e continuare a lavorare e creare pezzi sempre unici.

L’ultima domanda. Dove possiamo acquistare i tuoi accessori?

Mi organizzo principalmente tramite mercati dell’artigianato, eventi e piccoli negozi in località turistiche che promuovono l’handmade. Comunque per avere più informazioni mi trovate su Instagram e Facebook. 

 

 

 

 

Un grazie infinito a Michela Anastasìa per averci rilasciato una preziosa testimonianza!

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