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Di cosa parlano le donne oggi?

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La quarta ondata di femminismo

Amori ed esperienze,  progetti futuri e colloqui di lavoro, scarpe acquistate, nuovo posticino dove bere tra amiche,  corpo ed imperfezioni,  sessualità e libertà.

Si, perché le donne, soprattutto le giovani discutono molto del sesso e del proprio corpo. Dell’ultima ceretta o dell’ultimo rapporto. Questa presa di coscienza viene definita come la “quarta ondata di femminismo” la quale deve i propri ringraziamenti ai social (in particolare Instagram) che da qualche anno viene utilizzato come megafono per tutte le ragazze, facendo sì che da ogni angolo del mondo capissero l’importanza della loro figura nella società.

La voce che è mancata per secoli oggi è diventato un altoparlante, il mezzo più potente attraverso cui diffondere la libera parola.

Donne che combattono il #bodyshaming , che lottano contro ciò che una donna “dovrebbe” essere, dire o fare, quelle che amano condividere l’addio alla lunga chioma per preferire una testa rasata come Cara Delevingne ad una propria foto al naturale con didascalia #nomakeuptoday.

Oggi le donne vogliono sentirsi belle, libere e forti. Seguono modelli come Emma Watson, Meryl Streep, Michelle Obama e Angelina Jolie. Vogliono parlare di cosa è capitato dopo un parto, delle proprie cicatrici, smagliature e paranoie. Ecco perché Sex and the City è una serie super seguita, grazie a discorsi senza filtri delle protagoniste, le quali si pongono domande e raccontano avventure senza imbarazzi o disagi davanti ad una tazza di caffè. Questo potente oggetto chiamato “IG”, può anche essere un mezzo negativo per coloro che non comprendono che la perfezione mostrata in molte foto non esiste, per questo bisogna capire e difendere i corpi non conformi a figure con standard di bellezza occidentale e consumistica.

Il 2017 è stato l’anno delle urla alla solidarietà ed alla libertà femminile: centinaia di donne si sono unite per la Women’s March indossando cappelli con la scritta Pussy, i supermercati americani e inglesi hanno abbassato i prezzi degli assorbenti per ridurre le “spese” femminili, solo per citarne un paio.

Seppur l’empowerment sia forte e rumoroso, dal punto di vista politico e sociale, di strada ne va ancora fatta poiché ci sono tante ragazze che ancora richiedono l’aiuto della chirurgia estetica, sintomo dell’inadeguatezza di fronte ai canoni del tempo.

Il punto è che tutte sono capaci di indossare un bel vestito, di truccarsi e di avere la pelle liscia come seta, ma è la nostra testa che ci definisce, sapere cosa pensiamo e chi vogliamo essere. Le donne #sonoqueste, sempre. Ma oggi lo dicono.

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