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Melania Trump: la mia Africa

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Ha visitato quattro Paesi in meno di una settimana ed ha cambiato mise tre volte al giorno

Sotto le insegne del “Be Best”, la sua campagna di sensibilizzazione per il benessere dei bambini, Melania Trump è partita alla volta dell’Africa, un Paese che ha visitato per la prima volta nella sua vita e per il quale si è preparata moltissimo. O meglio si è fatta preparare. Tantissimi bagagli.

La immaginiamo nell’attico a New York con l’amico stilista Hervè Pierre, con la sua truccatrice di fiducia ed il suo coiffeur a decidere la mise. Tutte diverse l’una dall’altra ed adatte ad ogni occasione. Per incontrare i bambini in Kenya ed uno dei sovrani del Ghana, per farsi fotografare sotto le Piramidi d’Egitto e per visitare le scuole in Malawi.

Del resto lei non passava le estati negli Hamptons come Jackie Kennedy poi Onassis, nè ha il brillante curriculum dell’avvocato di grido Michelle Obama. Dunque, da modella attempata che ha svoltato sposando il miliardario proprio sul viale del tramonto della sua carriera, si apparecchia come può. E quasi sempre lo fa benino.

Magari con coscienza più cinematografica che politica. Così si è vestita da Humphrey Bogart come ce lo ricordiamo in Casablanca) ed è giunta al Cairo, in Egitto, dove è stata accolta dalla First Lady Egiziana, Intissar Amer al-Sisi, questa vestita in maniera più  che fedele ai dettami islamici con una lunga tunica verde petrolio ed un velo dello stesso colore a coprire il capo.

La cravatta di Melania?

Magari una provocazione che ci piace. Meno gradito, forse, il casco coloniale ma non sottovalutiamo i signori Trump, perchè ogni scelta nasconde una precisa strategia. D’altronde, come spiega bene il giornalista di Liberation Stephen Smith, l’Africa rappresenta il futuro, soprattutto economico. L’Africa “sta emergendo” e uscendo dall’assoluta povertà, si mette in marcia. Come storicamente è sempre accaduto del resto. E se gli Africani replicheranno ciò che è sempre avvenuto ed avviene nella storia dell’Umanità, tra trent’anni l’Europa avrà dai 150 ai 200 milioni di afro-europei, rispetto ai 9 milioni odierni.

E Mentre da noi si tenta di erigere fortezze, altri Paesi, invece investono. Al di là ed al di quà del deserto. La Cina, ad esempio, nei prossimi tre anni porterà quì 60 miliardi di dollari utili ad ampliare la nuova “via della Seta”. E sono al vaglio, persino da noi, massicci programmi di rilancio utili a creare lavoro nei Paesi al di là del Mediterraneo ricchi ora più di risorse che di opportunità.

Di tutto questo, Melania, sotto il suo casco immacolato, probabilmente immagina molto poco. Ed a fronte dei vorticosi cambi d’abito, prega di non essere giudicata dal vestito..Ma intanto suo marito, il Presidente Donald Trump, la manda avanti. Ad anticipare i tempi, quasi sempre in maniera piuttosto involontaria, ci pensa come d’abitudine la moda.

 

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