Clorinda, da insegnante d’inglese a donna in carriera

9 min lettura
0
0
2
Clorinda, da insegnante d'inglese a donna in carriera

La lingua inglese è ormai entrata a far parte della nostra quotidianità. A chi non è mai capitato di imbattersi in un sito web non disponibile in italiano, di aver desiderato di comprendere pienamente il testo di una canzone sentita alla radio o di non poter sostenere un colloquio di lavoro perché ne veniva richiesta una buona conoscenza scritta e parlata? 

Una persona su cinque ormai parla inglese. L’amore e la passione per lo studio di una lingua può diventare un lavoro?

La risposta ce la fornisce Clorinda, giovane insegnante di inglese che ha fatto propria questa lingua trasformando il suo amore in un lavoro.

In che modo ti sei approcciata allo studio di questa lingua? Ritieni che quest’ultima rappresenti la tua identità?

Il mio approccio a questa lingua è iniziato tra i banchi della scuola superiore. Negli anni trascorsi alle medie, avevo serie difficoltà a far tesoro delle spiegazioni della professoressa. Purtroppo, ero concentrata sulle materie umanistiche, avendo già intenzione di iscrivermi poi al Liceo Classico. Uno dei miei ricordi più cari risale alle numerose volte in cui con il mio amico di banco cercavamo di trovare una spiegazione ai nostri compiti in classe consegnati vuoti! Al liceo poi ho conosciuto due professoresse, una curriculare ed un’altra avente un buon livello B1. Entrambi hanno davvero saputo raccogliermi da terra e darmi la spinta giusta per far diventare una semplice materia una passione. Seguendo i consigli delle professoresse ovvero film da vedere, musica da ascoltare, talk shows da seguire, sono riuscita a rendere mia questa lingua e a voler poi essere davvero brava da non aver bisogno del supporto dei sottotitoli.

La vetta l’ho raggiunta, a mio avviso, quando nel 2012 sono partita con il mio papà per un mese di avventure in Australia. Credo sia stato quello il momento in cui , nonostante avessi già una certa padronanza con la lingua, io abbia davvero capito quale potesse essere il mio destino.

Il mio sogno di poter frequentare l’Università di Adelaide. E quindi si, credo davvero che la mia identità sia 80% inglese e 20% italiana. Non potrei mai avere la stessa percezione di me stessa se non avessi questo ‘dono’…anche se davvero ma davvero sudato!

Sei una giovane donna in carriera che ha “dato tanto finora”. Come è stato il tuo percorso di crescita professionale?

Ho iniziato a lavorare subito dopo essermi diplomata. Il mio primo lavoro però era davvero lontano dalle mie aspettative. Avrei voluto lavorare sfruttando questa conoscenza. Ma purtroppo la vita ha deciso per me. Almeno fino al 2015 quando mi è stata proposta l’opportunità di lavorare presso un centro linguistico come insegnante (con le dovute certificazioni e qualifiche). La mia fortuna è stata quella di aver sempre trovato tempo, anche di notte, di aggiornarmi, di pensare a come poter svolgere il mio lavoro in modo migliore, di come avrei potuto cambiare qualche attività nel corso della lezione per renderla più interessante per tutti.

Non mi sono mai fermata, ho continuato a crescere facendo quello che so fare meglio, nonostante essere insegnante non sia mai stato un mio desiderio.. forse era nascosto davvero bene in fondo al cassetto!

Clorinda, da insegnante d'inglese a donna in carriera

Cosa pensi dell’attuale condizione delle donne contemporanee?

Starei a parlare ore della situazione delle donne contemporanee. È un argomento davvero delicato, per qualcuno considerato ancora un tabù. Vedo quanto sia davvero difficile farsi strada, anche e soprattutto nel mondo del lavoro, dove si è sempre in qualche modo sorpassate da uomini in carriera.

Penso spesso a come sia difficile conciliare lavoro e famiglia, essere mamme ed avere una posizione lavorativa. Sembra che le due cose non possano andare di pari passo. Mi capita spesso di interfacciarmi con donne che non avendo avuto nessuna soluzione al fine di poter crescere come figura di mamme e di donne in carriera, abbiano dovuto rinunciare ad una delle due cose. Che sia non lavorare più e fare la mamma a tempo pieno, oppure lavorare tutto il giorno senza avere un momento da condividere con i propri figli.

Che consiglio daresti alle giovani donne che si affacciano al mondo del lavoro?

Alle giovani donne consiglio di mettere già ‘sul piatto’ i propri valori, di non farsi intimidire e di essere sempre loro stesse. Di essere sempre oneste e di avere sempre un obiettivo da raggiungere, senza mai farsi mettere i piedi in testa da nessuno. Direi di non abbattersi al primo ostacolo.. la vita ce ne riserva più di uno, ma l’Universo trova sempre il modo di fornirci gli strumenti adatti per superarli tutti, uno ad uno.

Se avessi la possibilità di viaggiare nel tempo e dovessi scegliere di essere una donna, chi vorresti essere e perché?

Che bellissima domanda! Non mi era mai stata posta prima.. quindi non saprei. Se dovessi pensare ad una donna qualunque risponderei mia nonna. La vita con lei è stata davvero ingiusta, ma non l’ho mai sentita una volta lamentarsi. Sempre a testa alta, magari qualche sorriso in meno, ma senza mai fermarsi.
Se invece dovessi scegliere una donna “famosa” sceglierei Michelle Obama. La sua forza di portare avanti i suoi valori, i suoi princìpi e le sue idee, come First Lady e come donna impegnata nel sociale, mi fa sperare che nel mondo ci sia ancora del buono.

Carica altri articoli correlati
Altri articoli da Rossana Nardacci
Altri articoli in Interviste

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche

Ballando con le stelle 2021, la classifica della prima serata

Ieri sera su Rai 1 ha preso il via la sedicesima edizione di “Ballando con le Stelle”, con…