“Pane, amore e…”, i costumi ‘smargiassi’ di Sophia Loren

4 min lettura
Commenti disabilitati su “Pane, amore e…”, i costumi ‘smargiassi’ di Sophia Loren
2
15
Loren

Nell’immaginario collettivo di tutta Italia c’è ben stampata in mente la scena in cui l’incantevole Sophia Loren strega tutti nel suo ‘mambo italiano’ con De Sica.

Questa scena e molte altre sono diventate patrimonio culturale e cinematografico italiano nel 1955. In quell’ anno Dino Risi dirigeva ‘Pane, amore e...’, terzo film della tetralogia preceduto da ‘Pane, amore e fantasia‘, ‘Pane, amore e gelosia‘ e seguito da ‘Pane, amore e Andalusia‘. Questa pellicola in particolare, la terza, è stata girata a colori.

La Trama della pellicola cinematografica

Il Cavaliere Antonio Carotenuto va via da Sagliena in quanto viene convocato a Sorrento col fine di dirigere la stazione dei vigili urbani. Il maresciallo sarà, poi, ospitato a casa della signora Violante e poi sedotto dalla smargiassa pescivendola Sofia Cocozza. La donna ha già un pretendente, Nicolino, ma il suo unico obiettivo è l’appartamento del comandante di cui è coinquilina.

Il comportamento e le buone maniere di Carotenuto sono tenute sotto controllo dalla domestica Caramella e il fratello sacerdote Matteo.

L’ex maresciallo non avrà una lunga storia d’amore con Donna Sofia, ma avrà comunque modo di fidanzarsi con Donna Violante. Grazie a Caramella riuscirà ad attirare a sé le attenzioni del Comandante Carotenuto.

Pane, amore e…‘, gioiello culturale ed identitario italiano

Pane, amore e…‘ possiede una scena entrata nel cuore di spettatori italiani e non. Stiamo parlando dell’attimo in cui De Sica e la Loren ballano un mambo.

Donna Sophia indossa un meraviglioso abito rosso con scollatura ampia e procace che scopre il decolté e le clavicole elegantemente. Stretto in vita e ben ampio nella parte sottostante risalta le curve dell’attrice partenopea avvolgendola nei movimenti delle danze.

Simbolo della commedia cinematografica degli Anni Cinquanta, la pellicola ottenne ottimi risultati al botteghino incassando ben tra il 1955-56 segnalandosi il quarto posto tra i maggiori ritorni economici.

La qualità del film è stata così alta che nel 1956 ha vinto un David di Donatello e ha ricevuto una ‘menzione speciale’ al Festival di Berlino.

I costumi di Sophia Loren

L’abito rosso di Donna Sofia è entrato nelle memorie, tanto quanto gli altri indossati durante il film. Camicette bianche strette in gonne al ginocchio, abitini svolazzanti a fiori con scollature generose, abiti con gonne a ruota dai colori pastello accompagnati da lunghe collane diventano le cornici perfette per una giovane Loren agli albori della sua carriera cinematografica.

Carica altri articoli correlati
Altri articoli da Maria Carola Leone
Altri articoli in CineModapp
Commenti chiusi.

Leggi anche

“La confession d’un enfant du siècle”di Alfred de Musset

Il film di Sylvie Verheyde fotografa l’edonismo ottocentesco Diverse sono le pellico…