Paola Maggioni, il successo di una giovane scrittrice

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Paola Maggioni, il successo di una giovane scrittrice

La scrittura non è una magia, ma può diventare la porta d’ingresso per quel mondo che sta nascosto dentro di noi.

La parola scritta ha la forza di accendere la fantasia e di illuminare la nostra interiorità.

Queste parole attribuiscono alla scrittura, un valore inestimabile, rendendola protagonista di un processo creativo che andrebbe sempre attuato, perchè permette all’essere umano di scoprire ciò che è nascosto dentro di sè, di svelarlo e portarlo alla luce.

La scrittura diventa quasi un mettersi a nudo con se stessi, con la propria interiorità. Uno strumento per conoscersi ed accettarsi, per viaggiare nel proprio io, alla scoperta di mondi non ancora esplorati, che emergono solo quando la attuiamo.

Ho avuto il grande piacere di intervistare una giovane scrittrice, la quale ha fatto diventare la scrittura “un mestiere”.

Paola Maggioni, giovane scrittrice si racconta a ModApp

Ho avuto il grande piacere di intervistare una giovane scrittrice, la quale ha fatto diventare la scrittura “un mestiere”.

1. Paola, in che modo ti sei avvinata al mondo della scrittura?

Ho cominciato a scrivere fin da adolescente: una lettera, un tema, un diario. Questi strumenti potevano essere le uniche cose che mi ascoltavano, era l’unico mezzo a mia disposizione che potesse sentire cosa avevo da dire.

Ho cominciato a scrivere durante gli studi di estetica. Da allora sto ancora scrivendo una trilogia del mio romanzo. Prima di questo scrivevo testi per le mie canzoni per le varie collaborazioni fra Italia e Messico, subito dopo ho iniziato a scrivere delle poesie. Con quest’ultime si può esprimere tutto quello che si prova, tutte le emozioni, i sentimenti e gli stati d’animo che nascono nel genere umano, usando parole che specifichino il contenuto e che diano un significato profondo della parola stessa, senza dare nulla per scontato.

2. Sei una donna in carriera. Come è stato il tuo percorso di crescita professionale?

Non è assolutamente semplice essere una donna in carriera. Bisogna sempre avere delle idee, delle creazioni pronte a condividerle. Spesso mi sono ritrovata a scrivere in maniera forzata, questo lo si notava dalle parole usate, dalle frasi complesse e prive di significato. Non avevo paura del foglio bianco ma di riempirlo con contenuti già visti e sentiti. Questo avrebbe annoiato il lettore ed inoltre lo avrebbe portato alla delusione delle parole della scrittrice. In quello che scrivo rendo visibile una piccola parte di me.

Nei due romanzi che sto scrivendo non parlo mai in prima persona, mi piace avere un narratore che racconta la storia dei miei personaggi. Essi si raccontano quando il narratore li fa dialogare, facendoli dire con la loro voce quello che attraversano in quel momento della storia.

Durante il mio percorso spesso, mi sono fermata con la scrittura un po’ per mancanza di tempo e un po’ perché non ero soddisfatta di come lo stessi scrivendo. Prima di pubblicare leggo, rileggo più volte fino a quando non ho quella soddisfazione che la scrittura mi da.

3. Cosa pensi dell’attuale condizione delle donne contemporanee?

Nel mondo di oggi penso che la donna sia molto penalizzata, nonostante siamo nel XXI esimo secolo. Esiste ancora un’ enorme differenza fra uomo e donna nel mondo del lavoro.

Le done sono sempre messe nella condizione di scegliere e sacrificare. Per noi donne non è assolutamente semplice gestire ogni situazione, ma ciò non toglie che ogni volta ci mettiamo sempre a disposizione rendendoci sempre disponibili.

Una donna se vuole fare carriera deve rinunciare il più delle volte ad una famiglia, ad un futuro con il proprio partner a meno che non vogliano entrambi realizzare lo stesso sogno. Se fosse cosi, la donna sarebbe comunque sempre portata a rinunciare temporaneamente al suo avvenire.

4. Che consiglio daresti alle giovani donne che si affacciano oggi al mondo del lavoro?

Il mio consiglio è quello di non smettere mai di sognare e di credere sempre nei proprio sogni. Bisogna sempre avere la forza ed il coraggio di reagire anche se chi ci circonda non fa altro che ripetere frasi come “Se non va devi lasciare perdere”, “Questo non fa per te”, “Hai visto quello ci è riuscito mentre tu no”. Queste frasi, questi paragoni non fanno altro abbassare l’autostima della persona e non solo. Noi donne possiamo fare senz’altro un lavoro maschile e viceversa.

5. Se avessi la possibilità di viaggiare nel tempo e dovessi scegliere di essere una donna, chi vorresti essere e perché?

Se dovessi avere la possibilità di viaggiare nel tempo vorrei poter essere come Andrey Hepburn. Una donna tutta di un pezzo, altruista e generosa. Una donna che, nonostante vivesse sotto il regime nazista, è riuscita a portare a termine i suoi studi fra cinema e danza, ha avuto riconoscimenti importanti. Venne nominata ambasciatrice ufficiale dell’UNICEF.

Per questo aiuto umanitario ha ricevuto sia la medaglia presidenziale della libertà sia il premio umanitario Jean Hersholt. Audrey è una donna con la D maiuscola, nonostante le lotte continue e le torture della vita ha lasciato un segno.

Il figlio in un’ intervista disse: “Dopo una vita vissuta in parte come una tortura ed una lotta per riuscire ad avere una carriera indipendente e l’autonomia finanziaria per sé e la sua famiglia, senza capire mai fino in fondo quello che la gente vedeva in lei – quello che era il suo fascino – ha trovato nella missione per l’UNICEF il modo di ringraziare il suo pubblico e “chiudere il cerchio” della sua esistenza così breve”.

 

Ringrazio fortemente la nostra Paola per aver rilasciato questa preziosa testimonianza. 

 

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