Never Again contro la vittimizzazione secondaria

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Never Again contro la vittimizzazione secondaria

Stereotipi culturali, pregiudizi nel sistema istituzionale, giudiziario, nelle forze dell’ordine e nei media, discriminazioni possono condurre alla vittimizzazione secondaria. Quest’ultima si verifica quando la vittima subisce un ulteriore danno a causa del modo in cui le istituzioni e gli altri individui trattano con la stessa,  limitando seriamente la capacità delle donne che hanno subìto violenza di cercare aiuto e di accedere alla giustizia.

Vittimizzazione secondaria e violenza istituzionale

Una ricerca statistica pubblicata dall’Istat nel 2019 in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità evidenzia il persistente rapporto tra stereotipi, violenza, ruoli di genere e tolleranza della violenza esistente in Italia.

La stessa Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza di genere e alla violenza domestica, ratificata dall’Italia nel 2013 e in vigore dal 2014 come legge dello Stato, evidenzia nel suo Preambolo come la violenza maschile contro le donne sia una “manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini e impedito la loro piena emancipazione” e “uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini”.

In questo contesto, avvocati/e, funzionari/e di polizia, personale della giustizia e professionisti/e della comunicazione hanno un ruolo fondamentale nel riconoscere e disinnescare la vittimizzazione secondaria.

Cambiare il loro atteggiamento superando stereotipi e pregiudizi è imprescindibile per assicurare che le donne siano credute quando denunciano violenze, che sia fatta una valutazione del rischio e che siano assicurate adeguate misure non solo per proteggerle, ma anche per supportarle nella fuoriuscita dalla violenza, come raccomanda anche il GREVIO, il Gruppo di esperte/i sulla violenza del Consiglio d’Europa nel suo Rapporto sull’Italia del 2020, frutto del monitoraggio sull’applicazione effettiva della Convenzione di Istanbul nel nostro paese.

In Italia, anche se le leggi hanno visto sviluppi concreti, ultima in ordine di tempo la Legge n. 69/2019, il cosiddetto “Codice Rosso”, purtroppo lo stesso non si può dire dell’effettiva attuazione della normativa.

Le donne continuano ad essere vittimizzate:

  • quando non sono ascoltate da funzionari formati sulla violenza,
  • quando vengono giudicate corresponsabili della violenza nei tribunali e sui media per aver “provocato” gli uomini con i loro comportamenti o con il loro abbigliamento,
  • quando sono considerate “madri alienanti” e vengono loro sottratti i figli nelle cause di separazione ed affidamento.

Un video contest contro la vittimizzazione secondaria

Il concorso, promosso dall’Associazione M.A.S.C. – Movimento Artistico Socio Culturale APS,  intende sensibilizzare alla conoscenza ed alla diffusione del tema della vittimizzazione secondaria premiando produzioni video capaci di raccontare il fenomeno in modo efficace.

Le modalità di partecipazione al concorso sono le seguenti:

  • Partecipazione al concorso gratuita ed aperta a giovani tra i 18 ed i 39 anni provenienti da tutta Italia
  • Si può partecipare in forma singola o associata. Nel caso di partecipazione in forma associata, almeno i tre quarti dei componenti del gruppo devono rientrare nella fascia d’età prevista (18-39); ogni gruppo deve indicare una/un rappresentante che sarà la/il referente per le comunicazioni da parte dell’organizzazione;
  • Sono ammessi al concorso video inediti realizzati con qualsiasi tecnica, strumento di registrazione e tipologia narrativa;
    I video devono presentare contenuti originali, non coperti da copyright;
    Per i video che ritraggono volti identificabili (primi piani o in generale persone riconoscibili) è necessario essere in possesso della liberatoria. In caso di minori la liberatoria deve essere firmata da entrambi i genitori;
    Nel caso in cui le immagini si riferiscano a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico, è altresì possibile non richiedere la liberatoria ai soggetti ripresi solo nel caso in cui le riprese siano panoramiche generali e non si soffermino su una o più persone specifiche;
  • La musiche deve essere originale  o comunque non coperta da copyright
  • In apertura, i video devono contenere il titolo dell’opera e il nome del/della autore/autrice o degli/delle autori/autrici
  • Il video deve avere una durata massima di 5 minuti
  • Il formato richiesto è 16:9 Full HD 1920X1080, file .mp4 o .mov, codec video h264;
  • Nei titoli di coda è obbligatorio inserire il logo ufficiale del progetto Never Again e quello della Commissione Europea con la seguente dicitura: Il progetto Never Again è realizzato con il contributo finanziario del Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea (2014-2020), GA 101005539. I contenuti di questo prodotto audiovisivo sono di esclusiva responsabilità dei partner del progetto e in nessun modo possono essere considerati espressione delle opinioni della Commissione europea.

Il termine di scadenza per la presentazione delle proposte è stata fissata alle ore 24.00 del 08/03/2022.

La cerimonia di premiazione avverrà in presenza, se consentito dalla diffusione della Pandemia, nel mese di Ottobre 2022, durante il Festival Alice nella Città – Festa del Cinema di Roma. I costi di viaggio (per 2 persone) per la cerimonia di premiazione saranno a carico di M.A.S.C. APS.
L’opera vincitrice diventerà parte delle attività di comunicazione che il progetto europeo Never Again realizza per promuovere quel cambiamento culturale imprescindibile per contrastare il fenomeno della vittimizzazione secondaria.

I video selezionati potranno essere utilizzati durante convegni e laboratori inerenti i temi trattati dal presente concorso.
Essi potranno essere utilizzati anche per proiezioni aperte al pubblico, produzioni multimediali e web, a corollario e completamento delle attività legate al concorso stesso.

 

 

 

 

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