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Caterina, la madre segreta di Leonardo

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Una misteriosa donna che lo mise al mondo e visse sempre nell'ombra

Una misteriosa donna che lo mise al mondo e visse sempre nell’ombra

Leonardo Da Vinci

La madre è sempre certa, dicono gli esperti di diritto. Al massimo è sul conto del padre che ci possono essere dei dubbi. Quasi sempre vero, ma non nel caso di quel Leonardo da Vinci di cui in questo 2019 ricorre il cinquecentesimo anniversario della morte.

Infatti quest’anno si parla tanto del grande Genio, come pittore, ingegnere, scienziato, tecnico, scrittore, inventore e chi più ne ha più ne metta. C’è solo un suo aspetto che resta in ombra, un “dettaglio” però molto importante.

Sappiamo tutti che Leonardo è figlio di un notaio, ser Piero e che non potè diventare notaio a sua volta in quanto figlio illegittimo. Per fortuna, dirà qualcuno, altrimenti uno dei più eclettici cervelli della Storia sarebbe finito a rogare poderi e case coloniche al suo paesetto. Ma in che senso Leonardo era figlio illegittimo? Di ser Piero si sa. Fu lui a crescere in casa, con l’aiuto dei genitori e del fratello più giovane, quel bambino biondo curioso e vivace. E la madre dov’è finita? Ser Piero era forse un “ragazzo padre”?

Non c’è occasione migliore della festa della maternità, il 12 Maggio, per fare finalmente luce, attraverso le pagine del libro di Marina Marazza L’Ombra di Caterina, sulla figura misteriosa della donna che ebbe in sorte di mettere al mondo un figlio tanto illustre.

Nel romanzo è Caterina in persona a raccontarci come sono andate le cose, ripercorrendo la sua vita avventurosa ed il suo rapporto con Leonardo, tanto amato, ma da lontano. “Chi fosse la madre che l’aveva portato in grembo non sembrava importare a nessuno. Forse per Leonardo era meglio così”, dice infatti lei, nel libro, il giorno del Battesimo, al quale lei assiste di nascosto. Che cosa era successo?

Il nome della madre di Leonardo è sempre stato l’unica cosa sicura: una certa Caterina è citata dai cronisti d’epoca. Tutto quì, tanto da lasciare spazio ad ipotesi tanto suggestive quanto fantasiose, che l’hanno identificata in una schiava araba o addirittura cinese.

Nel 2008/2009 e poi nel 2017, una studiosa dell’Università di Firenze, ha dato un volto documentato a questa contadina che faceva parte di una famiglia, la quale aveva probabilmente in affitto un poderetto di proprietà dei da Vinci.

Bella e giovane lei, bello e giovane ser Piero: nell’estate calda del 1451 Caterina rimane incinta. Se per un attimo può aver sperato che l’avesse sposata, nonostante la grande differenza di censo, subito le viene tolta ogni illusione. Piero si sposerà, in effetti, ma con la figlia di un ricco mercante di Firenze, dove intende far carriera alla corte dei Medici.

Caterina partorirà il bambino e lo allatterà finchè ce ne sarà bisogno. Poi Leonardo rimarrà nella casa dei da Vinci, che sono in grado di assicurargli un futuro molto più prestigioso. E lei, la peccatrice, verrà data in sposa ad un ex soldato di ventura, Tonio l’Accattabriga, che ha deposto la spada per diventare produttore di mattoni ed anfore.

Da allora potrà seguire solo da lontano la vita di quel figlio perduto: lui andrà a Firenze dal Verrocchio. Ma non sentendosi abbastanza apprezzato da Lorenzo il Magnifico,  partirà per Milano, per mettersi al servizio di Ludovico il Moro, alla corte degli Sforza, dove si affermerà con le sue opere più famose, prime tra tutte il Cenacolo.

Leonardo avrà tante matrigne, nessun amore!

Leonardo non avrà mai una madre, ma una serie di matrigne perchè suo padre, rimasto vedovo della prima moglie, ne sposerà una seconda e poi una terza ed infine una quarta, sempre cercando di generare un rampollo legittimo, non un “bastardo” come Leonardo.

Caterina continuerà a cercare il figlio mettendosi in viaggio fino a Milano, nonostante l’età ormai avanzata.  Una madre per raggiungere un figlio, è capace di tutto, anche di sfidare le miglia che li separano, le febbri, le intemperie ed i briganti. Ci riuscirà? La semplice Caterina, con la sua saggezza contadina, col suo modo di citare i proverbi, con il suo vezzo di muovere le  spalle quando le accade qualcosa, come per accomodarsi le bretelle della cesta troppo pesante che la sorte le ha dato, offre un esempio di incredibile resilienza: continua a credere, a sperare, ad aiutare chi sta peggio, soprattutto ad amare. E Leonardo annoterà che Caterina è arrivata, un certo giorno di Luglio del 1493, come riporta il Codice Forster III: questa è Storia.

Che poi lui l’abbia finalmente chiamata davvero madre fa parte dei misteri del cuore e saranno le parole di Caterina a dircelo, nel romanzo. Comunque, Caterina è una madre e non rimpiangerà mai, nemmeno per un momento, il suo peccato d’amore. Per lei il suo bambino sarebbe stato “speciale” anche senza il Cenacolo, la Gioconda e tutto il resto.

E pensare che c’è chi dive che Leonardo abbia voluto ricordare la sua mamma perduta raffigurando proprio i tratti di Caterina nella Gioconda e portandosela poi con sè nelle sue successive peregrinazioni fino in Francia, come una sorta di viatico, di protezione, con quel suo mezzo sorriso indulgente e lo sguardo che sembra seguirti dappertutto..

 

 

 

 

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