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MoonDay: da Paolo Nespoli ad Oriana Fallaci

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Moonday: da Nespoli alla Fallaci

20 Luglio 1969: la conquista della Luna

20 Luglio 1969: la conquista della Luna

Sono trascorsi cinquant’anni dal giorno in cui l’uomo mise piede sulla Luna per la prima volta. Di quel 20 Luglio del 1969, gli Italiani che seguirono la diretta della memorabile impresa ricorderanno le parole e l’entusiasmo del telecronista Tito Stagno che annunciò l’allunaggio di Neil Armstrong, coinvolto con gli astronauti Buzz Aldrin e Michael Collins nella missione Apollo 11: “Ha toccato! Ha toccato il suolo lunare!”.

Paolo Nespoli: da bambino che fantastica davanti la tv ad astronauta italiano

Paolo Nespoli in quel periodo è un ragazzino ma presto inizierà una straordinaria carriera. Dopo otto anni trascorsi nell’Esercito Italiano subito dopo il liceo, ottiene infatti  un Bachelor of Science in Aeronautica ed Astronautica dalla Polytechnic University di New York. Lavora quindi in Italia come ingegnere disegnatore, per poi, essere assunto dal Centro Astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) a Colonia, in Germania, come ingegnere addetto all’addestramento degli astronauti.

Nel 1998 è selezionato come astronauta dall’Agenzia Spaziale Italiana, inglobato nel corpo astronauti dell’Esa e distaccato al Johnson Space Center della Nasa ad Houston.

Il suo primo volo nello spazio si compie nel 2007: Nespoli partecipa alla missione di breve durata Sts-120 per l’assemblaggio della Stazione Spaziale  Internazionale (Iss). Fra il 2010 ed il 2011 vola sulla Iss nella missione di lunga durata Spedizione-26/27 e vi torna nel 2017 per la Spedizione-52/53: complessivamente ha trascorso ben 313 giorni nello spazio ed oggi si dice convinto della necessità di nuove sfide sulla Luna ma anche su Marte.

Con un totale di 313 giorni, 2 ore e 36 minuti vissuti in orbita, Nespoli detiene il record dell’astronauta italiano che ha vissuto più a lungo nello spazio.

L’influenza di Oriana Fallaci nella scelta di Paolo Nespoli

Nespoli, da bambino, era talmente fissato con l’idea di andare un giorno sulla Luna che la sua fidanzatina di allora gli regalo il libro “Se il sole muore”, di Oriana Fallaci, con le interviste della celebre giornalista e scrittrice degli astronauti statunitensi impegnati nella preparazione di una missione spaziale. Uno strano destino ha voluto che anni dopo fosse proprio la Fallaci a spingere Nespoli a studiare per diventare un astronauta.

L’astronauta italiano conobbe la celebre scrittrice in Libano, nel 1982. Lui era un militare, facente parte delle forze internazionali di pace. Lei faceva reportage giornalistici. Entrarono molto in confidenza ed alla fine della missione la scrittrice le chiese: “Paolo, che cosa vuoi fare da grande?”.

Le confessò che il suo sogno, fin da bambino, era quello di diventare astronauta per andare sulla Luna. E lei rispose: “Perché no? Provaci!”. Quella fu la molla che lo spinse a realizzare il suo grande sogno.

Non esiste un scuola o un corso specifico per diventare astronauti. E’ necessario avere una laurea tecnica, come quella in ingegneria e sapere bene l’inglese. Poi è questione di fortuna. Per entrare nell’Agenzia spaziale europea bisogna sostenere un concorso statale a cui partecipano migliaia di candidati per una manciata di posti. Se ti prendono, devi ancora superare almeno cinque anni di addestramenti prima di essere assegnato ad una missione. Durante gli addestramenti si impara a fare un pò di tutto: dall’idraulico all’elettricista. Si impara anche a praticare piccoli interventi chirurgici, come la sutura di una ferita, in assenza di gravità. Non si sa mai cosa può succedere quando si è in orbita. Bisogna essere sempre pronti ad intervenire.

Quando arriva il momento di partire, gli astronauti sono praticamente seduti su una mini bomba atomica che scoppia in modo controllato. L’astronauta è praticamente addestrato in ciò.

Le prime settimane sullo spazio si è sostanzialmente disabili a causa dell’assenza di gravità. Poi ci si abitua e ci si sente supereroi: si vola e si spostano gli oggetti con un semplice battito di ciglia, perché non hanno più peso ed un piccolo spostamento d’aria basta a farli muovere. Si mangia cibo liofilizzato, si beve da un sacchettino con una cannuccia, si dorme legati per i piedi in una specie di cabina del telefono e..si fa la pipì in un “gabinetto aspirapolvere”.

Quando si torna sulla Terra sono necessarie settimane di riabilitazione per riprendersi fisicamente.

 

 

 

 

 

 

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