R-I-S-P-E-T-T-A: il progetto d’arte che veste la rinascita femminile

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Dieci giacche dipinte a mano diventano un manifesto di libertà e consapevolezza.

Un viaggio tra arte, corpo ed identità che trasforma la moda in un atto poetico e politico.

L’origine di un manifesto in stoffa

Un tavolo di legno, una lastra di vetro, dieci giacche distese. Sopra le stesse, il volto di una donna che respira, sorride, sfida.

Da questo studio nel cuore di Milano prende vita “R-I-S-P-E-T-T-A”, il progetto artistico di Claudia Rordorf – pittrice, performer e insegnante – che trasforma la stoffa in linguaggio e la moda in messaggio.

Nato per raccontare la forza e la rinascita femminile, R-I-S-P-E-T-T-A è un cammino che affonda le radici nelle colline umbre, dove l’artista, dopo anni di insegnamento ed una vita apparentemente perfetta, ha scelto di rimettere sé stessa e l’arte al centro.

Da quel momento di crisi e solitudine luminosa sono nati i primi ritratti ad olio delle amiche, accompagnati dalle lettere di una parola-manifesto: “rispetta”.

Giacche d'arte per la rinascita femminile: progetto R-I-S-P-E-T-T-A

L’artista: un percorso totale tra corpo e spirito

Claudia Rordorf (Monza, 1973), laureata in pittura alla NABA di Milano e formatasi tra illustrazione, teatro e metodo Feldenkrais, ha sempre vissuto l’arte come atto totale, unendo corpo, gesto e spirito.

Dopo l’esperienza in Umbria con la famiglia Fo e la creazione del “Progetto Fedora”, focalizzato su una femminilità saggia e gioiosa, è maturata in lei l’idea di un’arte relazionale, che nasce dal dialogo e trasforma l’esperienza in rito.

Tornata a Milano nel 2013, ha sentito il bisogno di porsi al centro della propria opera, fondendo pittura, parola e presenza.

La giacca diventa tela: la nascita del progetto

È in una sera d’inverno, dopo la Pandemia, che dipinge il volto di una geisha su un blazer: simbolo di eleganza maestosa.

«Volevo parlare dello splendore femminile, della raffinatezza e della forza che ogni donna porta dentro», racconta. Da lì, la giacca diventa una tela da indossare, un’opera d’arte in movimento.

Nasce così il progetto R-I-S-P-E-T-T-A: su ogni giacca compare una lettera della parola, come percorso dal buio alla luce.

La performance collettiva: un fiume di donne in cammino

Le prime dieci sono state protagoniste di una performance collettiva che ha attraversato l’Italia – da Monza a Venezia, da Firenze a Napoli – coinvolgendo donne di ogni età in un rito di presenza.

Nelle piazze, danzatrici, studentesse, madri e figlie hanno indossato le giacche, trasformando lo spazio urbano in un gesto poetico e politico: un fiume di donne unite dal desiderio di dire no alla violenza e sì al rispetto.

Per ogni tappa, Claudia ha collaborato con fotografi locali – tra cui Emma Mafalda a Milano, Francesca Chiacchio a Napoli, Giorgia Schirato a Venezia – per fissare l’immagine di un’esperienza condivisa.

La performance, documentata da scatti e video, è diventata un simbolo di empowerment collettivo.

Le due anime del progetto: performance e sartoria

Oggi le giacche esistono in due versioni: quelle dipinte a mano, riservate alle performance e quelle sartoriali, realizzate su misura con tessuti di recupero di brand di lusso.

Le ultime quattro, in lana nera Dior, sono foderate con stampe dei disegni dell’artista e custodiscono all’interno il volto di Vittoria, figura simbolo del progetto.

A completare il capo, una spilla in bronzo della “Regina di Cuori”, emblema di amore e potere gentile.

Un mantra per la rivoluzione interiore

«Immagina la tua evoluzione verso una luce che nasce dal profondo. Tu sei la rivoluzione che porti nel mondo»: questo il mantra che accompagna il progetto.

Claudia Rordorf fonde arte, artigianato ed impresa culturale in una dimensione nuova, in cui la creazione diventa atto di responsabilità e bellezza condivisa.

«Fare arte significa anche fare impresa, nel senso più umano: generare valore, creare connessioni, condividere identità», sottolinea.

Un invito anche agli uomini: costruire ponti, non muri

Sebbene il volto sulle giacche sia femminile, anche molti uomini le hanno indossate: l’artista tiene a precisare che l’universo maschile è chiamato a sposare la causa, per costruire ponti e non muri.

In un mondo che ancora lotta contro violenza e sopraffazione, R-I-S-P-E-T-T-A è un invito ad una rivoluzione gentile, che inizia dal rispetto di sé e si espande come luce verso gli altri.

Perché, come dice Claudia Rordorf, «l’unica cosa che ti appartiene davvero è la tua storia. Quindi crea una bella storia!».

INTERVISTA ALL’ARTISTA

Le radici del progetto

Come nasce il nome del progetto e cosa ha scatenato la sua creazione?

«Da anni lavoro sul femminile e sull’equilibrio della vita. Diciassette anni fa ho scoperto la potenza del femminile scegliendo di mettermi al centro della mia esistenza. Ho capito che il rispetto si costruisce dentro di sé, attraverso l’autoconsapevolezza.

La prima opera che realizzai portava istintivamente la parola “Rispetta”, come gesto di autodifesa.

Oggi il progetto nasce dalla stessa urgenza: osservando un mondo in cui la dignità femminile non è ancora pienamente rispettata, ho sentito il bisogno di prendere posizione, di unire la mia voce a un percorso che molte donne stanno compiendo.»

La giacca come simbolo e strumento

In che modo la moda può esprimere la rinascita femminile e perché proprio attraverso le giacche?

«La moda è arte che cammina con noi ogni giorno. Perché non usarla per parlare di rinascita?

Ho scelto la giacca perché è un confine tra il corpo e il mondo: nata come capo maschile e simbolo di potere, è diventata strumento di emancipazione femminile.

Pensiamo a Coco Chanel, che liberò la donna dal corsetto o a Marlene Dietrich, che ne fece un emblema di fascino ambivalente.

Simbolicamente, la giacca è un ponte tra maschile e femminile, tra protezione e vulnerabilità. Indossandola in performance per comporre la parola “Rispetta”, creiamo un “esercito gentile”: non un atto di guerra, ma una diffusione di valori come rispetto, amore e condivisione.»

 

E con questo messaggio di rivoluzione gentile, che nasce dal rispetto e si traduce in bellezza condivisa, ringrazio di cuore Claudia Rordorf per averci aperto le porte del suo mondo creativo e per averci donato questa preziosa testimonianza.

Un sentito ringraziamento per la sua arte, che non si limita a raccontare, ma agisce nel mondo come un seme di consapevolezza e trasformazione.

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