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YAYOI KUSAMA: l’anticonformismo della Regina dei “DOT”

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YAYOI KUSAMA: l'anticonformismo della Regina dei “DOT"

L’arte diventa terapia per combattere ossessioni, limiti e tabù

Nel 2012 Louis Vitton lancia la famosissima collezione”Handbag Monogram Multicolor” nata dalla collaborazione con YAYOI KUSAMA.  Un sodalizio che scrive la storia della moda e dell’arte.

Raccontare la storia di una donna spesso vuol dire raccontare le sue sofferenze, i traumi subìti. Significa ripercorrere la sua vita allo scopo di esorcizzare il dolore ma, soprattutto, lo spettro del fallimento.

La scrittura diventa quasi una forma di preghiera di liberazione dalle paure più profonde dell’animo.

Ma come si può parlare ancora di felicità per una donna che ha visto la sua infanzia e la sua adolescenza indelebilmente segnate dal rapporto malato che esisteva tra i suoi genitori?

Come si può guardare con serenità alla vita quando una madre, che dovrebbe solo farti sentire al sicuro e coccolarti, ti obbliga a spiare tuo padre mentre si intrattiene con altre donne?

Una madre che è sempre stata contraria al tuo essere un’ artista e che strappa ogni cosa che tu dipingi, riversando su di te tutte le sue frustrazioni.

E tu Yayoi dipingi, dipingi così velocemente per evitare che tua madre ti scopra e riduca in brandelli ciò che la tua mano ha realizzato e la strada per essere veloce la trovi nei tuoi, oramai famosissimi, “DOTS” ( PUNTINI).

La vita travagliata di Yayoi Kusama

YAYOI KUSAMA

Yayoi Kusama è nata a Matsumoto City nel 1929. Sin da piccola desidera diventare una pittrice. 

I puntini, i pois che l’hanno resa famosa in tutto il mondo sono presenti sin dal principio.

Il trauma infantile che vive in famiglia sarà la sua penitenza che dovrà scontare per tutta la vita.

Ben presto Yayoi decide di scappare da casa, lascia una situazione logorante e delirante a Matsumoto definita «troppo piccola, troppo servile, troppo feudale, troppo sprezzante verso le donne».

Yayoi parte, molla tutto e riesce a farsi notare, grida al mondo intero la sua arte ed il mondo intero inizia ad ascoltarla.

Quella di Yayoi Kusama, è la storia di una fragile eppur coraggiosa donna giapponese che ha saputo combattere ossessioni, limiti e tabù grazie al potere curativo dell’arte.

La pittura è il suo tutto: il suo contatto con il mondo, le permette di reinventarsi l’infinito. I pois generano costellazioni. Ampliano la realtà. Rappresentano una strada che non ha mai fine.

“Un pois ha la forma del sole, che è un simbolo dell’energia di tutto il mondo ed è la nostra vita vivente, e ha anche la forma della luna, che è calma (…). Un pois è movimento in divenire e tanti pois sono un modo per indagare l’infinito…”.

I “POIS” della pittrice diventano lo strumento per diffondere a tutto il Mondo il messaggio “LOVE FOREVER”

Oggi Yayoi Kusama ha 91 anni e dal ’77 per suo volere, ha scelto di vivere in Giappone in un ospedale psichiatrico dove continua a produrre la sua arte «psicosomatica» .

Un’ artista nota non solo per le sue opere coloratissime, ma che ha lasciato il segno anche per il suo essere stravagante, originale e pop ancora oggi a 91 anni; con i suoi look eccentrici : vestiti a pois e parrucche colorate.

La sua vita è stata una prigione. Ma nonostante tutto Yayoi non ha mai smesso di sognare, di dipingere, cercando quel coraggio di osare che l’ha poi proclamata l’artista contemporanea più famosa e maggiormente apprezzata al Mondo.

Yayoi Kusama è stata inserita dal “Time” nell’elenco di donne e uomini che hanno “infranto regole, silenzi e confini” e hanno “lezioni da insegnare”.

Viene proclamata la regina dei “Dots” tanto che dal 1958 al 1973 i suoi celebri pois contaminano i salotti e le strade di New York. E nel 2012 i “Pois” invadono il pattern monogram di Louis Vuitton con un’edizione limitata di borse, accessori e istallazioni pop in tutti gli store del mondo.

Le Donne come Yayoi Kusama continueranno finchè avranno vita nella loro battaglia di rivendicazione del diritto di essere se stesse: di esprimersi, di contestare, di criticare. E lo fanno con ogni mezzo. ll corpo stesso diventa linguaggio.

Lei che è stata definita in principio “vergogna della nazione” rivendica ben presto il ruolo di donna poliedrica, in crescente mutamento, che è riuscita ad esplorare qualsiasi realtà artistica, dalla pittura, alla scrittura, moda e cinema. Senza paure, guidata dalla sua follia che ha sempre trovato la sua parte razionale nei suoi inconfondibili e coloratissimi DOTS.

Yayoi Kusama non solo è il simbolo di come da un percorso di sofferenza è scaturita una forma d’arte che è stata battuta all’asta per 7,1 milioni di dollari ma evidenzia altresì come lei stessa abbia usato la sua sofferenza per stravolgere il Mondo e lanciare il suo messaggio di pace e amore.

Forse proprio quell’amore e quella pace che negli esseri umani non ha mai trovato.

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