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Tumore al seno: controlli regolari, esami fai da te e buone abitudini possono salvarti la vita!

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La prevenzione è lo strumento più potente che abbiamo contro questa malattia

In Italia ogni anno 50 mila donne scoprono il carcinoma. La diagnosi precoce permette la sopravvivenza nell’87% dei casi in donne con più di 50 anni. Se la malattia viene scoperta in fase precoce, infatti, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi raggiunge l’87%. Perciò bisogna rispettare il calendario dei controlli.

I fattori di rischio

L’età in primo luogo (le donne over 50 in menopausa) e la presenza di altri casi di tumore in parenti prossimi, specie se avuti da giovane. I casi di carcinoma di origine familiare restano comunque rari: si tratta di appena 5 casi su 100 e sono legati per lo più a mutazioni di due geni, il Brca-1 ed il Brca2, responsabili anche del tumore all’ovaio, rilevabili con un test del dna.

L’autopalpazione

E’ il primo importante controllo. Si consiglia di eseguirlo a partire dai 20 anni. Va fatto dopo ogni ciclo mestruale. L’esame è in due fasi:

  • osserva se ci sono cambiamenti nelle dimensioni e nella simmetria dei seni: alza ed abbassa le braccia in avanti e controlla che non ci sia nessuna deformazione o irregolarità localizzata. Devono insospettire anche una rientranza del capezzolo e presenza di secrezioni (siero, latte o sangue).
  • passa alla palpazione che può farti scoprire la presenza di piccoli noduli che prima non c’erano. Stesa sulla schiena, poggia la mano opposta al seno che vuoi sondare. Con piccoli movimenti circolatori palpa la mammella in ogni punto. Arriva fino alle ascelle, cercando eventuali cambiamenti di volume o noduli. Ripeti la stessa procedura restando in piedi. Di fronte a qualunque osservazione sospetta, contatta subito il medico per fare una visita approfondita.

Quando cominciare?

Attorno ai 20 anni si può fare la prima visita senologica. Sarà il medico a dare indicazioni sulla frequenza dei controlli futuri.

Dopo la raccolta dati della paziente e la palpazione manuale del seno, si passa all’ecografia. Si applica un gel conduttore sulla mammella e, appoggiando un manipolo ad ultrasuoni, si può vedere la struttura adiposa e fibrosa del seno. E’ molto utilizzato nelle donne giovani: consente di individuare mastopatie fibrocistiche o i fibroadenomi, che sono noduli benigni di consistenza fibrosa. Non è in grado di rilevare la presenza di piccoli carcinomi in fase iniziale.

La mammografia è un esame consigliato a partire dai 40 anni anche se, in presenza di un familiarità, è bene che venga anticipato già attorno ai 35/38 anni. Questo esame può arrivare a trovare noduli allo stadio iniziale, di appena 2/3 millimetri di diametro. Viene eseguita con un apparecchiatura a raggi X.

L’ultima arrivata è la mammografia in 3d: già disponibile in diverse strutture, è meno fastidiosa e garantisce una maggiore precisione anche quando il seno è ancora molto denso, ossia tra i 40 e 50 anni e la visibilità risulta più scarsa.

Anche la dieta è fondamentale

Un corretto stile di vita è fondamentale per mantenere le cellule sane ed evitare la formazione di tumori.

Tra gli alimenti che svolgono un ruolo protettivo nei confronti dello sviluppo del tumore al seno ci sono gli ortaggi a foglia, sia cotti sia crudi, come spinaci, cicoria, bietola e lattuga. Evita le carni rosse ed i grassi animali. Prediligi sempre pesce, legumi ed olio extravergine.

Lo sport fatto con regolarità (almeno 30 minuti ogni giorno) è un ottimo alleato per mantenere giovani le nostre cellule.

Evita del tutto fumo, alcol ed una vita sregolata che può aumentare i rischi.

Alle neo mamme è sempre consigliato proseguire l’allattamento al seno per almeno sei mesi: gli studi confermano che questa pratica riduce il rischio di sviluppare il carcinoma mammario.

 

 

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