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Tendenza Patchwork: mettici una pezza!

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Tendenza Patchwork: mettici una pezza!

Ritagli di tessuto coloratissimi,  armoniosi pattern cromatici e geometrici: confusionario disordine? Eccentrica mescolanza?

Quest’anno, le giornate uggiose si contrasteranno a “color” di Patchwork!

Quest’anno, le giornate uggiose si contrasteranno a “color” di Patchwork!

Sbocciata negli Stati Uniti durante l’epoca dei pionieri americani (che la impiegavano per riparare o creare abiti o trapunte), la maestria di unire tra loro i più disparati riquadri di stoffa ha navigato oltreoceano per sbarcare e dilagare anche nel nostro bel Paese.

È ovvio che nell’immaginario collettivo il solo pensiero  rimanda immediatamente a rattoppi su capi logori o a soffici coperte; mai e poi mai a passerelle e tendenze.

E come darci torto, quando tutti sogniamo capi di vetrine, nuovi di zecca?

La moda però è come un grande magnete che attira a sé culture, tradizioni e stili, estrapolandoli dai loro concetti chiave per poi riformularli in nuovi codici. Plasma a suo piacimento quel particolare dettaglio per renderlo fruibile ed, anzitutto, desiderabile. E così è stato.

Il Patchwork ne ha fatta di strada dalla sua nascita: da arte “povera” si è infatti lentamente sdoganata dal suo marchio di semplice rammendo, elevandosi sino a conquistare le più alte vette del fashion.

Gli stilisti fanno proprio il concetto del patchwork e lo rinnovano. Vengono accostati pizzi e cotone, velluto, georgette, lana, pelle, pile; le stampe si mescolano in un insieme confusionario, i colori e disegni si incrociano con lineare peculiarità.

Le borse e le scarpe, i più svariati accessori e gli abiti si destrutturano per essere poi ri-assemblati in tanti piccoli ritagli, in un gioco glamour di sgargiante e bizzarra allegria.

Andiamo quindi a dare un’occhiata a cosa ci hanno riservato le passerelle di tutte le fashion week.

LE PROPOSTE DELLE PASSERELLE

Rap ci propone mix & match dai tratti abbastanza puliti: nei suoi completi e negli abiti infatti troviamo l’incontro tra il lino (declinato nei toni neutri del beige e del celeste polvere) e i colori sgargianti di una fantasia di fauna e soggetti del folklore in un cotone più sostenuto.

Louis Vuitton ci regala una collezione che spazia con accostamenti tra tessuti broccati e lurex, animalier e lustrini, lana cotta, pelliccia e pelle conciata.

Svariate sono le pochette da mano realizzate con colori e texture di pelle differenti: via allora a quadri giallo-fucsia, a pitonati color senape insieme a ritagli neri e brandizzati, a tessuti sbrilluccicanti e cuoio opaco. Dettagli che focalizzano, sugli accessori, l’attenzione dell’intero outfit.

Più tradizionale, invece, è l’interpretazione che offrono Jonathan Cohen ed Etro. Qui infatti il patchwork rientra un po’ nella sua dimensione primordiale.

Per Cohen quadretti di stoffa dalle fantasie floreali ed astratte si congiungono tra loro tramite delicati nodi o cuciture nascoste, creando un mood che ricorda la spensieratezza degli anni ’70 e dell’hippie-style; Etro gioca seguendo i toni dell’indaco e mescolando insieme ritagli d’uncinetto, denim, strisce e quadri.

Sicuramente non passa inosservata l’idea portata in scena dalla maison Halpern e da Matty Bovan. Il primo fa sfilare abiti di paillette con una struttura patchwork più glamour e mondano: la stessa stoffa crea uniformità ai capi mentre l’uso di colori e disegni differenti “sdrammatizza” il total-look rendendolo più informale.

Bovan incanta per accostamenti eccentrici ed elisabettiani, decisamente non convenzionali. Vaporose gonne a palloncino, asimmetrici abiti dall’aria sconnessa sbuffano mostrando colori luminosi, plissé sostenuti, stampe botaniche e macramè importanti.

CONSIGLI DI STILE: COME ABBINARE LA TENDENZA PATCHWORK

Mille fantasie più mille tessuti uguale mille possibilità. I pattern patchwork richiedono spigliatezza, disinvoltura ed un pizzico di esuberanza.

Per non sembrare appena uscite da una sconfitta baruffa con il nostro armadio occorre, però, un po’ di oculatezza nella scelta dei pezzi da indossare e combinare. Una piccola lista ci può accompagnare ed aiutare in questa ardua scelta.

Ed allora ecco piccole e semplice “regole” da seguire:

  • mai indossare più capi patchwork insieme. L’estrosità va mostrata ma a piccole dosi.
  • se s’indossa un cappotto con questo stile e dai colori accesi, occorre bilanciare l’outfit con toni basic come nero, bianco o gradazione desaturate.
  • le scarpe devono avere linee grafiche e senza fronzoli. Con tessuti più casual possono essere indossate sneakers, scarpe di tela o da ginnastica, texture più eleganti richiederanno calzature più formali, magari in vernice se si vuole dare un tocco di luce.
  • un look patchwork richiede accessori contenuti, dalla finitura opaca o lucida, ma necessariamente monocromatica.
  • al contrario, se s’indossa un capo più sobrio, possiamo osare con maxi accessori in stile, come shopper bag, bangles e cerchietti bombati (capo assolutamente IN per le più accanite fashion-addicted ed influencer).

È ovviamente scontato dire che saranno il dresscode, il momento della giornata o l’evento a cui parteciperemo che detterà la misura in cui si potrà usare lo stile patchwork. Rimane però sempre la massima:

Uno alla volta, per carità.

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