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Un tatuaggio non è per sempre!

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Un tatuaggio non è per sempre!

C’è l’intramontabile tribale, molto in voga sia tra le donne sia tra gli uomini. Sempre più di tendenza anche il blackwork, il nero assoluto. Ed ancora: tatuaggi di coppia per i più romantici, i dotwork (i tattoo a puntini) o il watercolor (in stile acquerello). Insomma, questa moda non smette di affascinare, giovani ed adulti.

Ma se in passato il tatuaggio restava un tratto indelebile, ora non è più così. Groupon, azienda che opera nel settore dei coupon e di gruppi di acquisto online, ha condotto un’analisi interna relativa alla passione degli Italiani per i tatuaggi, sulla base dei coupon venduti in ambito estetico, sia per realizzarne uno, sia per accedere a trattamenti di rimozione. Ne è emerso che Lazio e Piemonte sono le regioni che seguono maggiormente questa moda, mentre liguri e siciliani sembrano non cedere troppo al fascino dell’inchiostro sulla pelle.

In ogni caso non viene più considerato per sempre: nel 2018, infatti, il numero di coupon venduti per trattamenti di rimozione è più che raddoppiato. La tecnica preferita ed efficace è il laser. Fino a qualche anno il più utilizzato era il Q-switched, una tipologia di laser in grado di spezzettare i pigmenti. Di ultima generazione è la tecnologia a picosecondi: si tratta di laser molto sofisticati per la caratteristica modalità di emissione della luce in grado di emettere impulsi ultrabrevi della durata di picosecondi. Così dalla frammentazione del pigmento in granuli si è passati ad una polverizzazione del pigmento in microparticelle con vantaggi molteplici sul risultato. La tecnologia a picosecondi permette inoltre di erogare energie e potenze elevatissime in tempi molto brevi.

Impulsi ultrabrevi

Come rimuovere un tatuaggio

Più l’impulso del laser è breve, minore è la diffusione del calore dei tessuti limitrofi. Così i risultati sono migliori e senza traccia, in meno sedute e con meno dolore. Gli impulsi ultrabrevi permettono di aumentare l’efficacia della laserterapia, poichè determinano un aumento dell’onda d’urto della luce sull’inchiostro con una riduzione della quantità totale di energia al tessuto, con conseguente diminuzione degli effetti collaterali, soprattutto nei casi in cui siano necessarie più sedute.

Per rimuovere al meglio un tatuaggio ci vuole pazienza: il processo di eliminazione del pigmento è costante e progressivo. L’ideale è aspettare almeno 2 mesi tra una seduta e l’altra. Se si lascia passare il tempo giusto, infatti, la pelle riesce a drenare tutto il pigmento distrutto e si rigenera nel migliore dei modi.Alcune aree anatomiche, più facili da trattare e la modesta densità del colore del tatuaggio permettono di accorciare i tempi. Il laser a picosecondi, rispetto a tecnologie precedenti, permette di eliminare del tutto anche colori difficili come il verde ed il blu, in più rigenera la pelle.

Dopo ogni seduta non ci si può esporre al sole o alle lampade solari, quindi è consigliabile sottoporsi alla procedura in autunno o in inverno. Prima di procedere, sulla parte da trattare viene applicata una crema anestetizzante. Dopo il trattamento, sulla pelle compariranno alcune piccole bollicine, da curare con pomate antibiotiche. La zona dovrà poi essere coperta completamente con una garza sterile.

Attenzione alle radiazioni

Sottoporsi ad una risonanza magnetica con un tatuaggio potrebbe provocare arrossamenti o ustioni sulla pelle “decorata” a causa dei metalli contenuti negli inchiostri. Per evitare questo problema una soluzione potrebbe essere quella di fare solo tatuaggi piccoli e possibilmente meno colorati, per ridurre i rischi durante un esame.

Tuttavia oggi la maggior parte degli inchiostri contiene sostanze naturali o comunque prive di metalli. Il problema esiste soprattutto per chi ha tatuaggi fatti diversi anni fa, quando ancora si usavano pigmenti contenenti materiale ferroso. In ogni caso, prima di una Rm è meglio avvisare sempre i medici della presenza di tatuaggi e chiedere delle possibile reazioni.

 

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