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Il richiamo delle locuste di Marta Zirulia

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Il richiamo delle locuste di Marta Zirulia

Care lettrici di Modapp, oggi voglio presentarvi un’autrice che ha saputo emozionarmi con il suo libro, ma ancora di più con l’essenza che il suo libro vuole comunicare in modo unico ed affascinante.

L’ambientazione del libro risale al periodo della seconda guerra mondiale, non si poteva non chiederle che rapporto ha con la moda!

Marta, come nasce il tuo libro e che rapporto hai con i personaggi della tua storia?

Mi piace rispondere dalla parte finale della domanda, per dare completezza all’intera domanda. Sono fortemente legata ai personaggi, alcuni realmente esistiti ed altri frutto della mia creazione. Ho cercato di non renderli stereotipati, ma riconoscibili da ognuno in qualsiasi situazione o epoca qualsivoglia, naturali. Alcuni fanno sorridere, altri sono più intensi e altri ancora più familiari. Difficile non amarli!

Chi sono Irma, Dida, Attilio e Mario? Come li descriveresti a livello caratteriale?

Quattro amici, caratterialmente diversi, catapultati in una realtà catastrofica e desolante. Malgrado ciò riescono ad incastrarsi tra di loro, a volte con pathos ed in altri con leggerezza. Irma è una ragazza forte, prepotentemente avanguardista, ma anche materna e costruttiva. Dida, potrebbe apparire debole, profondamente innamorata del suo Matteo che subisce un imponenza materna, ma non lo è! Realizza presto che le condizioni sociali, aiutano a crescere ed a intendere i rapporti con più ponderatezza. Attilio e Mario sono i classici vitelloni di provincia che vivendo con molta leggerezza un momento drammatico, si renderanno conto poi, attraverso un lutto rilevante, di quanto siano importanti i valori e gli affetti.

Se dovessi descriverli parlando dell’abbigliamento, come sarebbero vestiti ?

Beh, sicuramente tutti i personaggi vestirebbero, a seconda della loro classe sociale con abiti anni 40’.

Che rapporto hai con la moda e chi è il tuo stilista preferito?

Seguo la moda, però cerco anche di essere protagonista di me stessa. Mi piace creare abbinamenti eleganti senza dettami, per questo adoro lo stile di Gabrielle Chanel, una donna forte e innovativa.

Ti riconosci nella moda di quest’anno? Pantaloni a vita alta sportivi, bermuda, camicia con ruches minidress, pouch bag, pochette nere e colorate…cerchietti gioiello da mettere in testa…? Hai un accessorio a cui non rinunci mai prima di uscire?

Tra quelli elencati, salverei i bermuda e i minidress…per il resto adoro i pantaloni a sigaretta e le maglie stile anni 60’. Non potrei mai uscire senza il foulard e un trucco adeguato.

La tua terra e la sua storia quanto hanno influito nel tuo libro creando l’atmosfera giusta? Se dovessi collocarti all’interno della storia come saresti vestita? Come i tuoi personaggi o in modo eclettico?

Sono innamorata delle mie radici e della mia città, Cagliari. La Sardegna è un carosello di colori, tradizioni e profumi ancora selvatici, dove è impossibile non trarne ispirazione per qualsiasi espressione artistica. Cagliari poi al tramonto, diventa un tripudio di emozioni e dolci sensazioni. Da qualsiasi bastione la si osservi, come una sirena incantatrice, solleva da ogni affanno quotidiano. Se io fossi un personaggio nel mio racconto, seguirei la moda del periodo con molta sobrietà e non disgiunta da una certa eleganza.

La tua citazione preferita:

La mia! (Sorrido) Ovvero, quella che fa da preludio al racconto: “E non ci resta che sovvertire il buio della vita in un sortilegio di stupori”.

 

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