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Stella McCartney sempre più cruelty-free: vera pelliccia? No, KOBA!

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Stella McCartney per la moda 2020 ha sviluppato la prima pelliccia completamene vegetale e, quindi, biologica e sostenibile: la KOBA Fur Free Fur.

Il fashion guarda al futuro, aspira alle innovazioni ed ai cambiamenti. In tutti i suoi settori continua a fare passi da gigante verso alternative più etiche e sostenibili.

Nel corso degli anni sempre più campagne di sensibilizzazione hanno smosso animi e coscienze, spingendo Marchi e Paesi a modificare in modo parziale ed addirittura totale la propria visione di trend e di produzione.

Il cruelty-free è un nuovo concetto di moda che mira ad una crasi rispettosa e civile tra industria tessile, passerelle e mercato globale

Una moda che aberra l’impiego degli animali.

Una moda che agogna alla cognizione di ciò che ci circonda.

Una moda amata da Stella McCartney 

L’ invocazione ad una moda meno “violenta”

KOBA Fur Free Fur

La grande stilista inglese, con una mossa ardita ed azzeccatissima, sta contribuendo a smantellare infatti l’idea di moda-padrona attraverso rivoluzioni in campo di tendenze, ricerca e prototipia.

La designer da tempo ha preso a cuore la richiesta di un fashion, per così dire, gentile.

Dal 2013 continua a plasmare l’innovativo brand di lusso allo scopo di ridurre l’impronta ambientale delle sue collezioni e della sua industria.

Facendo fede a questa linea guida, ecco che Stella McCartney per la moda 2020 ha sviluppato la prima pelliccia completamene vegetale e, quindi, biologica e sostenibile: la KOBA Fur Free Fur.

Addio dunque all’uso dell’animale come tessuto.

Il nuovissimo e inconsueto capo è realizzato in collaborazione con DuPont e Ecopell, non produce scarti in quanto totalmente riciclabile e aiutando a sviluppare la circolarità della moda.

Soffice e morbida al tatto grazie ai mono-filamenti Sorona, KOBA viene prodotta con materiali riciclati, “consuma” il 30% in meno di energia e salvaguarda il brutale sfruttamento animale.

Per adesso è solo un prototipo, svelato durante la passerella per la prossima primavera-estate e indossato in prima fila da Natalia Vadianova; ma entrerà a far parte ufficialmente del luxury fashion della McCartney  dall’anno prossimo.

Quando la moda ama gli animali il risultato è un successo assicurato

Insomma, un nuovo punto d’inizio, una sorta di anno zero se vogliamo. Il caposaldo da cui partire per una diversificazione dell’industria della moda e della sua eticità.

Un memorandum per rispondere al variegato tessuto socio-culturale dei Millennials che brama una consapevolezza più profonda dell’ambiente e delle risorse del pianeta.

La  speranza per il futuro è che la fashion industry sia ancora più amica della Terra, scrigno di beni preziosi da adoperare in modo pulito e positivo.

 

Cruelty- free? Super chic!

 

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