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Otto marzo, tra cliché e disparità di genere

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Giornata internazionale della donna

Ogni anno, l’otto di Marzo, celebra la Giornata internazionale della Donna

Una “festa” che ha visto gli albori nel 1909 ed è arrivata fino a noi per rammentare le grandi conquiste (ma anche le deludenti sconfitte) che si sono susseguite a suffragio delle donne.

Si, perché, se tanti passi sono stati fatti per un futuro più equo, etico e morale, tanti ancora ne necessitano.

Un giorno che profuma di mimosa, cliché e speranze

Oggi più che mai, alle quote rosa del mondo viene resa difficile, se non addirittura negata, la parità di genere.

Fiori, rose, mimose. Regali, belle parole. Piccoli gesti d’amore che si esauriscono in poco tempo per cedere il posto al l’ipocrisia.

In una società di avanguardie culturali e scientifiche, c’è infatti ancora una cappa soffocante di arretratezza mentale.

Le donne sono considerate quasi un problema sociale ed economico.

I loro diritti vengono schiacciati, derisi, accondiscesi. Le loro proteste e richieste ignorate e messe da parte

Potremmo infatti spendere ore e fiumi di parole sull’agognato femminismo ancora lontano.

Potremmo scrivere di come la donna non possa realmente sentirsi emancipata e di come debba lottare per essere giudicata in base alle proprie capacità.

Di come ad un colloquio  si veda offrire uno stipendio più basso o  come le venga chiesto quasi immediatamente se ha intenzione di avere figli.

Come se la consapevolezza biologica femminile e le sue scelte private debbano essere il metro di misura su cui si baserà una sconfitta o una vittoria.

La società globale deve mobilitarsi tutta ed eliminare le disparità

Antonío Guterres, segretario generale Onu dal 2017, in un suo discorso critica ed auspica un mondo più rosa e equilibrato.

Un mondo quasi utopico ma che è la sfida lanciata quest’anno con #EachforEqual.

Se osserviamo con attenzione, è facile vedere come la politica, il lavoro e addirittura la vita quotidiana, siano discriminanti nei confronti delle donne.

Sottopagate e sottorappresentate negli organi di governo, nelle cariche di comando e nei premi internazionali.

Ora più che mai l’urgenza di una gender equity coinvolge tutti, uomini e donne.

Dobbiamo smuovere gli stereotipi , far valere diritti inalienabili e “scontati” che i ancora non sono considerati tali.

Ognuno di noi deve sentire sulle proprie spalle, il peso gravoso che hanno certe parole, azioni, pensieri e comportamenti affinché possano essere debellati virus della disparità e del menefreghismo.

Ma, fortunatamente, non tutto è perduto. Tanti e tante sono le sensibilizzazioni, le aziende e le persone che credono e combattono per questo obiettivo

La strada è sicuramente tutta in salita, ma la nostra bicicletta è un tandem.

 

 

 

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