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NAEEMARUBER al Brancaccino di Roma

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“Naeemaruber” di Ilaria Drago

Un nuovo spazio pensato per ospitare le opere di drammaturgia contemporanea

Un nuovo spazio pensato per ospitare le opere di drammaturgia contemporanea

Nel cuore del Brancaccio, troviamo un piccolo spazio accogliente: il Teatro Brancaccino, che fu aperto il 10 marzo 2008 a Roma dal direttore artistico Maurizio Costanzo con il nome di Teatro Morgana.

Il Teatro Brancaccino è una sala di 105 posti posizionata al secondo piano sopra l’entrata del “fratello maggiore” Brancaccio.

Domenica 3 Febbraio al Teatro Brancaccino di Roma è andato in scena lo spettacolo di Ilaria Drago, “Naeema Ruber “.

E’ il racconto di un amore fra un soldato ed una ragazza del popolo contro il quale combatte, sotto le bombe e sotto il filo spinato che segna una trincea fatta di morti, sangue e battiti di cuori persi nei silenzi della notte. Queste anime si incontrano e ricordano cosa sia stata per loro un’emozione, una felicità di uno sguardo ed un’armonia di corpi intrecciati da un sentimento.

E’ la storia di un sentimento che tenta di sopravvivere ad una guerra che non lascerà spiragli.

Il Soldato israeliano è cresciuto nell’ odio verso la Palestina e verso i Palestinesi da quando ha visto la luce, da quando gli hanno insegnato da bambino a mettere i piedi in terra e da quando il suo corpo è stato temprato alla battaglia. Così è maturato il suo odio, dal mattino quando si svegliava, a quando si inginocchiava a cercare Dio.

Improvvisamente la sua vita è sconvolta: durante un attacco gli appare tra il fumo, una donna, Naeema. Una donna che sembra quasi sbocciare nella discarica di corpi straziati.

La scena è poesia, le luci alternano la parola dell’attore alle partiture della danzatrice. Un dialogo fra linguaggi differenti come diversi sono i protagonisti di questa storia; diversi eppure più vicini di quel che si immagina dopo che gli occhi e la vita tutta, in un istante si sono incrociati.

E’ una vera e propria performance di teatro sperimentale dove atti performativi che fanno arrivare agli occhi e quasi tra le mani dello spettatore un corpo fatto di carne e l’emozione profonda per una Umanità che si sente tradita. Tutto questo uniti ad una narrazione teatrale creano un rito di un teatro sapiente, un atto politico quotidiano necessario a svelare il gioco, a tirare giù il velo di certe false credenze che l’ipnosi collettiva oggi intrisa di paura, odio, solitudine passa con la forza rituale di un teatro che aiuta a coltivare resilienza.

Voce, corpo, parola, emozione, restano indissolubili.

 

Il Soldato: Paolo Grimaldi

Un grande amore per il teatro e per la ricerca teatrale nato nel ’97 con l’incontro con Perla Peragallo prima e Ilaria Drago poi, la scoperta di un teatro poetico, personale, intenso, vero, emozionante, profondo e che porta con se un messaggio.  Questo mi ha portato ad essere un teatrante a completa disposizione, anima, corpo e voce, di un progetto artistico, a sperimentare strade diverse per comunicare, raccontare ed emozionare.

La Donna: Alessandra Cristiani

Dopo un lungo percorso nell’ ambito del teatro fisico, dal 1996 indaga il pensiero e la pratica della Butoh Dance giapponese. La passione e la ricerca per una drammaturgia corporea ha portato e la porta, ogni volta a relazionarla con dei materiali teatrali partendo da una profonda percezione della materialità e sensibilità energetica del corpo. La visione di una scena suggerita dal testo, da una melodia significativa, da un oggetto scelto, è la condizione creativa da agire e dalla quale lasciarsi agire per risvegliare una intelligenza emotiva, la delicatezza di un paesaggio interiore, l’oggettività di un linguaggio corporeo.

 

L’Autrice e Regista :Ilaria Drago

Definita “un’artista eretica, dura e pura…”, “appartata e potentissima… posseduta dal “suo” teatro, cui dà vita senza reticenze…”, il suo linguaggio scenico è poetico, spesso visionario e si avvale di una lunga ricerca vocale che tesse la parola alla musica o fa della parola stessa una piccola variazione musicale strettamente legata al significare dell’emozione. Voce, corpo, parola, emozione, indissolubili, dettano e distinguono la linea poetica dell’artista che è anche autrice dei suoi spettacoli.

Ilaria Drago studia e ricerca una pedagogia ed un teatro che possano risvegliare ciò che nell’essere umano vi è di più autentico, accendendo domande e scartando, in teatro come nella vita, modelli preconfezionati o inutili chliché. Lavora da anni sul femminile cercando la radice della sua forza al di là delle convenzioni, degli stereotipi e di ogni abuso. Lavora ogni giorno al fine di tentare una coscienza risanata – sua, degli attori, del pubblico – uno sguardo differente capace di ricostruire mappe della realtà lontane dalla schiavitù mediatica, radicate sulla verità del proprio sentire e sull’esperienza viva di rapporti umani onesti e responsabili.

 


 

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