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Sanremo 2020: i look e la metamorfosi di Achille Lauro

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Sanremo 2020: i look e la metamorfosi di Achille Lauro

La libertà artistica di Achille Lauro sul palco dell’Ariston: da San Francesco a David Bowie

E’ ormai trascorsa una settimana dalla fine del Festival di Sanremo ed ecco che ancora oggi si continua  a respirare l’aria sanremese fatta di musica, spettacolo, moda  e gossip. Per non parlare poi della presenza di Fiorello che con la sua simpatia, spontaneità è riuscito a tenere palco, incollando il pubblico allo schermo e dimostrando ancora una volta di essere un grande showman.

Come ogni anno, la nostra attenzione ricade sui look dei cantanti e degli ospiti  e decisamente (penso concorderete con me!)  colui che è riuscito a colpire la nostra attenzione per la scelta dei suoi look è stato Achille Lauro, discusso, eccentrico, appariscente ed incurante delle convenzioni. Ha scelto look  in apparenza estrosi ed azzardati ma in realtà dettati da una scelta studiata e ragionata.

 

La scelta dei look di Achille Lauro

La scelta dei look di Achille Lauro

Sul palco del Festival di Sanremo 2020, Achille Lauro aveva già reso grandi omaggi. Nella prima puntata, ha voluto interpretare la scena del dipinto Storie di San Francesco della Basilica Superiore di Assisi, attribuito a Giotto, nel momento in cui il Santo decide di spogliarsi dei suoi averi per votarsi a solidarietà e vita religiosa.

La sua performance è stata possibile anche grazie alla collaborazione con Alessandro Michele, il direttore creativo di Gucci, che ha sposato subito il progetto curandolo per svariati mesi. È salito sul palco dell’Ariston a piedi nudi, con addosso una cappa nera in velluto decorata con paillettes oro e argento che ha poi tolto rivelando una tutina nude di glitter e strass, a rappresentare la nudità.

L’artista insieme ad Annalisa ha cantato la canzone “Gli uomini non cambiano”. L’omaggio del cantante, questa volta, è andato verso uno dei personaggi più importanti della storia della musica: Ziggy Stardust, uno dei più famosi alter ego dell’immortale David Bowie. Un look gender fluid, firmato Gucci, composto da completo verde smeraldo, il trucco ad hoc e una parrucca fatta su misura per l’occasione hanno riportato in vita Ziggy Stardust ricordando il look glamour degli anni d’oro del Duca Bianco.

I costumi che richiamavano alcuni  dei  grandi personaggi della storia passata e contemporanea , il trucco,ecc ne hanno fatto e ne fanno un personaggio, per non dire addirittura un “divo”;  sono convinta che coloro che come me erano scettici sulla musica ( in parte , ancora lo sono!)   e sulla figura di Lauro, in parte, si saranno ricreduti.

Ciò che è stato apprezzato da parte dalla critica e dal grande pubblico è stata la genialità di Lauro nel farsi sicuramente consigliare  da un team  di specialisti in marketing, i quali hanno pensato all’effetto mediatico e commerciale che si sarebbe avuto scegliendo di impersonare tali personaggi sul palco dell’Ariston.

 

Io sono convinta  che si sia fatto  suggerire da un team di specialisti. Se non fosse stato così, per me comunque rimane una scelta geniale  e perciò tanto di cappello alla genialità, intuizione e alle doti di marketing di Achille e/o di coloro che lo circondano, i quali sono riusciti perfettamente nella missione.

Chissà cosa ci riserverà prossimamente  l’eccentrico Achille Lauro  e nell’attesa , continuiamo a sentire il “sacerdote” (così lo ha definito Selvaggia Luccarelli) di Diodato ma sicuramente per quanto riguarda la spettacolarità, il vincitore di Sanremo 2020 è Lauro.

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