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Condizione femminile in Italia: donne acrobate tra lavoro e famiglia

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La condizione femminile italiana è migliorata ma la parità di genere resta ancora una meta da raggiungere

La condizione femminile in Italia negli ultimi tempi sta migliorando. Ma la parità di genere, per quanto riguarda il mercato del lavoro, resta ancora una meta da raggiungere.

Quali sono le conquiste fatte e quali quelle da ottenere?

Il part time: libera scelta delle donne che vogliono dedicare più tempo alla famiglia

Secondo una recente ricerca del Censis, è stato sfatato il mito del part time come libera scelta delle donne che vogliono dedicare più tempo alla famiglia.

In Italia sono 3.105.000 le donne che hanno un lavoro a tempo parziale ed il 32,6% delle donne occupate. Ma per il 58,5% si tratta di un part time involontario che le donne hanno dovuto accettare per la mancanza di offerte di lavoro a tempo pieno.

Dal 2008 ad oggi le donne che hanno scelto liberamente il part time sono diminuite del 20%. Mentre il part time involontario ha registrato un incremento del 91,6%. Si tratta di una situazione che differenzia il nostro Paese dagli altri grandi Paesi Europei. Siamo al terz’ultimo posto in Europa. Anche per questo motivo che il 23% delle donne italiane occupate ha come priorità quella di cambiare lavoro. Il 27% di esse dichiara di aver bisogno di integrare il proprio reddito con un secondo lavoro o con qualche lavoretto.

Donne acrobate tra lavoro e famiglia. Perché?

Durante una media giornata, nel caso degli uomini la durata del lavoro retribuito è pari a 4 ore e 39 minuti, corrispondenti al 19,4% del tempo totale disponibile. Per le donne invece la durata del lavoro retribuito è pari a 2 ore e 23 minuti, pari al 9,9%.

Gli uomini hanno più tempo libero: il 19,9% della giornata ed il 16,1% per le donne.

Ogni donna dedica una media di 5 ore al giorno agli impegni familiari. Il triplo degli uomini, i quali si impegnano per circa un’ora e 50 minuti negli impegni familiari.

In pratica ogni donna impegna il suo tempo nel lavoro, nelle attività familiari, nella cura dei figli ed a volta anche nella cura dei genitori anziani.

Condizione femminile in Italia: lungo percorso di emancipazione ma non basta!

Nella nostra Italia si è lottato molto per promuovere le pari opportunità.

Nel 1951, all’indomani dell’approvazione della Costituzione, la quale all’art.3 sancisce il principio della parità di genere, le donne rappresentavano solo il 31,5% dei laureati nell’anno.

Nel 1961 non si registrava alcun progresso. (31,6%).

In un secondo momento è iniziato il lungo percorso di emancipazione femminile che ha portato il numero delle laureate a superare abbondantemente quello dei laureati. Nel 2016 le donne rappresentavano il 55,6% del totale.

Molti progressi ci sono stati anche sul fronte del lavoro. Nel 1977, anno in cui è stata approvata la normativa sulla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro, il tasso di occupazione femminile era del 33,5 % e quello maschile del 74,6%. La condizione femminile era inferiore rispetto a quella degli uomini.

Il percorso di emancipazione è stato molto lungo.  Ma c’è ancora molto da fare.

L’Italia non brilla affatto quando si parla di donne e di lavoro.  Siamo ultimi in Europa per l’accesso femminile al mercato del lavoro.

La differenza fra occupazione maschile e femminile è fra le più elevate d’Europa.  Sempre in Europa le donne italiane sono quelle che più di altre pensano di non avere grandi possibilità di ascesa professionale.

Inoltre le donne lavorano di più in casa ed hanno meno tempo libero. Continuano e continueranno sempre ad essere “acrobate tra lavoro e famiglia”.

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