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AltaRoma porta in scena il fashion sostenibile del futuro

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AltaRoma porta in scena il fashion sostenibile del futuro

Si dice che tutte le strade portino a Roma. Nell’eclettico settore del fashion in realtà è AltaRoma che spiana il sentiero a tutte le strade.

Per quattro giorni, dal 23 al 26 Gennaio, l’antica caput mundi, ha delineato le arterie maestre per le innovazioni della moda del domani attraverso eventi, workshop, installazioni, talks e sfilate.

Officina di nuove tendenze e ricerche, l’associazione romana, (tramite i suoi policromi progetti),  propone dal 2002 i più interessanti designers e Couture brand emergenti, promuovendo il  Made in Italy e le eccellenze internazionali.

Artigianalità, natura, ecologia e tecnologie: questi i concetti cari agli stilisti e alla kermesse

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Borse ricavate dalle bucce di mela, gioielli in plastica riciclata, bracciali di vetro vengono esposti come quadri in mostra, mentre in passerella brand emergenti e nuovi talenti si sono “sfidati” a ritmo di innovazioni bio e tecnologiche.

I FOCUS ECO-FRIENDLY DELLE PASSERELLE

La parola d’ordine è “green conscious”: che sia un accenno o il lineart della collezione, l’eco sostenibilità della moda si intesse nelle trame di capi e accessori, si fa riflessione intrinseca, mood e proiezione.

Lo stilista Marseglia, per esempio, fa sfilare una collezione ispirata alle domatrici circensi dell’800.

Attraverso un background a metà tra il romantico e il safari, utilizza bottoni in polvere di marmo, tessuti di alghe, borse con scarti di pelle di salmone e campioni di pizzi.

C’è chi, come Caterina Moro, presenta una collezione ispirata alla natura, rendendo ambientale il processo produttivo dei capi e chi, come Eleonora Riccio, si avvale di tinture biologiche derivate da scarti di filiere agricole.

Le novità più attese in questo campo però sono state quelle che hanno portato 40 finalisti a sfilare per il concorso “Digital Made for young fashion talents”.  

La profonda voglia di rinnovamento e mutamento si è rivelata attraverso idee e sperimentazioni audaci ed alternative.

Si è spaziati da tessuti tridimensionali capaci di catturare i gas serra, a pellicce realizzate da piantine germogliate sui tessuti, pellami biodegradabili di funghi e ananas, capi personalizzabili tramite accessori digitali pensati per la sopravvivenza in un ambiente ostile, fino ad arrivare ad esoscheletri stampati in 3D in materiale bio-degradabile.

L’avanguardia sostenibile diventa quindi un biglietto da visita, la marcia in più che serve per distinguersi dagli altri e che con emergenza, diventerà il trend del futuro.

E la “culla della vita”, incubatrice per eccellenza, risulta essere ancora una volta proprio AltaRoma che, come “sacerdote” ufficializza in maniera indissolubile uno sposalizio tra fashion e tecnologie per l’ambiente.

 

 

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